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Coronavirus e corretta alimentazione

Alimentazione ai tempi della fase 1

Questo periodo di quarantena verrà ricordato anche come il periodo in cui il lievito, le farine, le uova sono stati gli ingredienti più richiesti e venduti perché tutti si sono dilettati a  fare le più svariate pietanze. E’ d’obbligo chiedersi quanto sono cambiate le nostre abitudini alimentari durante il Coronavirus. In queste settimane di lockdown a furia di riscoprire il nostro habitat domestico grazie al maggior tempo avuto a disposizione abbiamo tutti trascorso molto più tempo ai fornelli e soprattutto abbiamo sperimentato ricette mai fatte.

 

Diciamo che nelle prime settimane di quarantena ci si è concessi qualche strappo in più alla regola e pertanto abbiamo anche esagerato mettendo qualche chilo di troppo. Se dovessimo raccontare attraverso un’istantanea le  abitudini degli italiani durante il lockdown  potremmo usare l’immagine di tante mani in pasta, pronte a preparare qualcosa.

E’ questo quello che emerge da una ricerca – indagine condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Tor Vergata che per due settimane hanno chiesto a circa 5.000 italiani di rispondere ad una serie di domande per valutare i consumi alimentari e lo stile di vita nella fase 1 della pandemia da Covid-19. Lo scenario emerso dal campione, dimostra che quasi 1 persona su 2 si è dilettata preparando i dolci e 1 su 3 impastando pizze e focacce in casa. Molti di noi hanno esagerato con i carboidrati. Il 48% degli intervistati ha dichiarato di alleviare l’ansia con alimenti che ne erano ricchi. La voglia di alimenti ricchi in zuccheri semplici può scattare in particolare in periodi caratterizzati da un forte stress. Come quello da cui iniziamo a emergere in questi giorni, per l’appunto. Il target che ha partecipato all’indagine sono perlopiù donne tra i 16 e gli 85 anni. Accanto alle loro sono cambiate le abitudini anche dei bambini che hanno avuto meno tempo da dedicare all’attività fisica e che hanno fatto più consumo di carboidrati e grassi.

«La quarantena potrebbe aumentare la quota di bambini in eccesso ponderale – conferma Maria Rosaria Licenziati, direttore del centro obesità e patologie endocrine correlate dell’azienda ospedaliera di rilievo nazionale Santobono-Pausilipon di Napoli.

Ripartiamo! Coronavirus e alimentazione ai tempi della fase 2

Adesso che si ricomincia a tornare lentamente alla normalità dobbiamo riprendere le sane abitudini alimentari dunque prediligere proteine vegetali, poi quelle del pesce, delle uova, della carne bianca e della carne rossa.

Elena Dogliotti, biologa nutrizionista della supervisione scientifica di Fondazione Umberto Veronesi, consiglia il consumo giornaliero di cinque porzioni di verdura (400 grammi, ndr) e  frutta (250 grammi, ndr). L’avvicinarsi dell’estate ci offre la possibilità di consumare frutti ricchi di acqua quali le fragole, le ciliege, i kiwi, le nespole e le albicocche».

Inoltre, è importante «riprendere l’attività fisica, in maniera graduale se negli ultimi due mesi la si è messa da parte», ha suggerito Annamaria Colao, ordinario di endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università Federico II di Napoli.

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